Little Feat - A Legendary Rock Band

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Con la speranza di fare cosa gradita agli appassionati ed a quelli che non li conoscono, per la sezione Mythos, presentiamo i "Little Feat", leggendaria Rock Band statunitense, non famosa come meriterebbe in Italia. Il gruppo viene trattato, in maniera esaustiva e completa,

con la storia e quasi tutta la discografia ufficiale e con la valutazione di qualità per ogni album. Inoltre l'articolo è corredato di alcune delle più interessanti copertine dei loro album e di tre link di loro brani su Youtube.
I Little Feat sono una delle più interessanti ed originali Rock Band statunitensi degli anni 70.
Dotati di una grande preparazione tecnica e di un’ottima creatività compositiva, il loro sound è una personale sintesi di rock, country, funk e blues, il tutto condito da uno spiccato gusto per il “non sense” e da testi e titoli dei brani spesso strampalati ed insolenti del geniale leader del gruppo, Lowell George (ciccioni nella vasca da bagno, polli sudisti, scarpe che navigano, apolitico blues).
Tutti gli album fino allo scioglimento, avvenuto nel 1979 a causa della prematura morte di Lowell, sono eccellenti, inclusi l’antologia postuma hoy hoy, pubblicata nel 1981 e il disco solistico di George thanks i'll eat it here pubblicato nel 1979.
Dal vivo sono sempre stati considerati tra le migliori rock band in circolazione, grazie ad un suono solido e compatto, con continui fraseggi di tastiere e chitarre che si rincorrono, improvvisazioni e parti strumentali simili a delle jam, sempre originali e molto ben suonate.   
Nel loro vasto ed eccezionale repertorio non si contano le canzoni diventate dei veri classici del rock.
Grandi gruppi come Led Zeppelin e Rolling Stones non hanno mai nascosto la loro stima per i Little Feat, mentre numerosi artisti hanno inciso e suonato la loro musica, tra i più famosi: The Black Crowes, The Byrds, Jackson Browne, Nicolette Larson, Randy Newman, Robert Palmer, Linda Ronstadt, Carly Simon, Van Halen, The Tower of Power Horn Section.
Da Sailin’ Shoes i Little Feat si sono avvalsi della collaborazione grafica di Martin Muller (Neon Park), a tutti gli effetti un membro esterno della band. Per quasi tutti i successivi album, Neon Park ha continuato a disegnare copertine surreali ed immaginifiche, vere opere d’arte, in linea con lo spirito della Band, sempre con quel gusto ironico–fumettistico passato alla storia della grafica rock.
Muller è morto nel 1996, ma tra le sue carte è stato trovato un inedito, un’invasione di focacce giganti dallo spazio, utilizzato poi per la copertina di Hotcakes & Outtakes, splendido cofanetto di 4 CD, che si adatta benissimo alla musica dei suoi amici.
Nel 1988 i Feat si sono riformati ed attivi ancora oggi, continuano in una carriera dignitosa fatta  di dischi di buona qualità, non come quelli di una volta ma ben superiori alla media, fanno regolari tournée ed hanno un buon seguito di fans fedelissimi.
I Little Feat nascono a Los Angeles alla metà del 1969 ad opera di Lowell George, chitarrista, cantante ed autore di canzoni dotato di grandissimo talento e di Bill Payne, virtuoso ed ispirato tastierista, molto apprezzato nel circuito musicale.
Lowell militava nelle Mothers of Invention di Frank Zappa quando conobbe Payne.
La leggenda narra che George avesse fatto ascoltare a Zappa “Willin”, una canzone anthem sui camionisti, da lui composta. A Zappa la canzone piaceva, però la considerò inadatta alle Mothers, per cui consigliò a Lowell di tornare a Los Angeles e di formare un suo gruppo.
Sembra che Zappa gli dette quel consiglio, non del tutto disinteressato, perché non vedeva di buon occhio la presenza di uno come George, dotato di un così grande talento da potergli fare ombra.
George seguì il consiglio di Zappa ed insieme a Payne formò la band. A loro si affiancarono Roy Estrada ex bassista delle Mothers ed il batterista Richard Hayward che aveva militato nella precedente Band di Lowell (Factory) e nei Fraternity of Man.
Herb Cohen manager di Zappa li finanziò, mentre il nome del complesso fu preso a seguito di un assolo di Jimmy Carl Black batterista delle Mothers che fece dei commenti sul "little feat" (piede piccolo) di Lowell.
I Little Feat suonarono per alcuni mesi a Los Angeles e Houston, attirando rapidamente l’attenzione grazie soprattutto alla stima di cui godeva George tra i musicisti per aver scritto alcune canzoni come “Truck Stop Girl” incisa dai Byrds su Untitled e la classica “Willin” già nel repertorio di numerosi artisti, tra cui Bob Dylan, Byrds e Linda Ronstand che l’aveva resa  popolare.
Ottenuto un contratto con la Warner Bros., nel 1970 incisero il primo ottimo album Little Feat.  
George si ferì ad una mano e non poté suonare, così il grande Ry Cooder lo rimpiazzò alla chitarra. Ciò fu la ragione perché "Willin" venisse re-incisa ed inclusa nel loro secondo album Sailin' Shoes, pubblicato nel 1972 con la stessa formazione del primo album. Con Sailin Shoes le coordinate del sound dei Little Feat sono già ben delineate. L'album fonde mirabilmente elementi di soul, blues, country e rock, risultando unitario pur nel suo variegato eclettismo. Lo stile dei Little Feat ha una maturità sorprendente per energia strumentale e lucidità di scrittura e si manterrà ad altissimo livello praticamente per tutti gli album successivi, fino alla morte di Lowell George avvenuta nel  giugno del 1979. Dopo i primi due dischi e malgrado le critiche positive della stampa specializzata, il successo sperato non arrivò. Così Estrada abbandona e il gruppo ha alcuni mesi di sbandamento.
Entrano nella formazione Paul Barrere alla chitarra, Sam Clayton alle percussioni e Kenny Kradney al basso al posto di Estrada. Con questa definitiva formazione a sei il suono diventa  più corposo e potente, virando verso il rhythm and blues di New Orleans. Nel 1973 incidono Dixie Chicken, che ottiene recensioni entusiastiche dalla critica. Nemmeno stavolta però arriva il successo commerciale ed i Feat entrano in crisi a causa delle liti interne e delle sregolatezze dei componenti, soprattutto di George.
La Warner Bros. perde presto interesse per questo gruppo ed i Little Feat in pratica non esistono più. Quando ormai sembrava che la banda fosse destinata a scomparire definitivamente, il loro co-manager Bob Cavallo trova uno studio abbastanza economico nel Maryland da permettere la reunion del gruppo e l’incisione dell’album capolavoro Feats don’t fall me now. Il sound si è affinato ancor più ed ora i Feat sono alfieri di un rock solido e nervoso, contaminato da funky e jazz rock, mentre sono praticamente scomparsi gli elementi country. Feats don’t fall me now  fu pubblicato alla fine del 1974 e segnò la svolta nella carriera dei Feat. All’inizio del 1975 prendono parte alla tournée europea della Warner Bros. insieme ad altri gruppi della stessa casa (Tower Of Power, Doobie Brothers, Montrose, Graham Central Station).
I concerti al Raimbow di Londra portarono finalmente la grande notorietà sperata ai Little Feat. Secondi dopo i Doobie Brothers nel cartellone, i Little Feat rubarono lo show ai Doobie, ottenendo applausi tumultuosi, attenzioni e critiche senza precedenti da parte della stampa specializzata. Nel 1975 esce anche Last Record Album che accentua gli elementi di musica nera, funk e jazz rock. Il disco, ben accolto dalla stampa, entra nelle classifiche inglesi ed americane.
George perde progressivamente autorità all’interno del gruppo a causa delle sue precarie condizioni di salute dovute ad una epatite virale ed ad un eccessivo abuso di alcool. Di conseguenza segue una lunga pausa prima della pubblicazione nel 1977 di Time loves a hero. Nell’estate del 1977 i Feat effettuano una tournée europea. Nel 1978 viene pubblicato Waiting For Columbus strepitoso doppio album live, cronaca dei concerti londinesi della tounée del 1977, che rappresenta il punto più alto della loro produzione artistica. George si dedica anche a progetti personali, produce Shakedown Street dei Grateful Dead e lavora ad un suo disco solistico che viene visto come un tradimento dagli altri membri della band. Thanks I’ll Eat it Here, l’album solo di George, viene pubblicato all’inizio del 1979. Mentre George era intento a formare una band per promuovere il disco con una serie di concerti, il 29 giugno, improvvisamente, viene stroncato da un attacco cardiaco. L’album Down on the farm, in gestazione, viene completato dagli altri componenti ed è l’epitaffio di George con i Feats. Pubblicato nel 1979, segna anche il mesto scioglimento definitivo della band.
Nel 1981 fu pubblicata l’antologia Hoy Hoy riuscito omaggio postumo al talento eccentrico di Lowell George. Nel 1988 avviene la reunion dei Little Feat. Nella formazione entrano Fred Tackett alla chitarra, mandolino e tromba ed il grande cantante  Craig Fuller già nei Pure Prairie League. La prima uscita discografica della nuova formazione, Let it roll, fu un grande successo e garantì ai Feat il loro primo disco d'oro. Concerti con il tutto esaurito si susseguirono in tutta la nazione, con show entusiasmanti. Il successo fu dovuto principalmente alla voce ed alla grande energia di Fuller. Ma anche Barrere e Payne non furono da meno, riproponendo efficacemente i vecchi classici dei Feat e le nuove canzoni. Gli irriducibili fans dei primi Little Feat non potevano accettare il gruppo senza Lowell George, ma i nuovi Feat con Fuller avevano fatto un rientro in scena molto positivo tale da farli conoscere ad una intera nuova generazione. Dopo altri due dischi, Fuller lasciò, perchè i concerti richiedevano troppo tempo lontano dalla sua famiglia: intraprese una carriera solistica e comunque saltuariamente collabora con i Feat. Craig Fuller fu sostituito dalla cantante Shaun Murphy nel settembre 1993. I nuovi Little Feat sono attivi ancora oggi, quindi con appena un solo cambio di formazione dal 1988. Con Murphy il tono dei concerti è più rilassato e si presta a maggiori improvvisazioni. I Little Feat continuano ad essere apprezzati da un pubblico entusiasta ed ogni anno negli USA e, all’occasione anche all'estero, fanno regolarmente delle tournee. Anche il lavoro in sala di incisione prosegue normalmente, con la pubblicazione di dischi che si mantengono sempre su buoni livelli.
I Little Feat con Lowell George sono stati uno dei più grandi gruppi rock di sempre. Per chi vuole conoscerli consiglio di iniziare con la ristampa in doppio CD di Waitin For Columbus  e con il cofanetto  Hotcakes & Outtakes, per poi magari continuare con gli altri album.

LITTLE FEAT (1970) – Ottimo album di debutto, legato ancora però agli schemi del blues revival ed a certo country. Ad anticipare il sound bislacco del futuro sono soprattutto “Hamburger Midnight”, “Snakes And Everything” e la ballata country-pischedelica “Willin”. A causa di una indisposizione, Lowell fu sostituito da Ry Cooder, grandissimo alla slide, che certo non lo ha fatto rimpiangere. Ry Cooder, tra l’altro, è l’autore della colonna sonora del film di culto “Crossroads” (Mississippi Adventure) sulla vita del leggendario Robert Johnson, di cui raccomando vivamente la visione. Nel film si può ammirare lo straordinario duello alla chitarra con protagonista Steve Vai, assolutamente da non perdere. Su youtube è possibile reperire il video del duello. Valutazione: 8,5.
SAILIN SHOES (1971) – Primo capolavoro! Il sound è maturo e nel disco c’è la nuova versione di “Willin” con Lowell alla chitarra. Tutte le canzoni sono di ottimo livello. “Cold cold cold”, “Tripe face boogie”, “Willin”, “A apocalitical blues”, “Sailin shoes” sono dei classici. Bellissima la prima copertina di Neon Park - Valutazione 9.
DIXIE CHICKEN (1973) – Altro grandissimo disco, al pari del precedente. Il suono è diventato più potente con l’innesto di Barrere e Clayton. La canzone migliore è “Dixie Chicken”. Ad altissimo livello anche “Fat man in the bathumb”, “On your way down” di Allen Toussant,  “Lafayette Railroad” e “Two Train”, quest’ultima ripresa da Lowell sul suo album solo del 1979. Molti critici ritengono Dixie Chicken il capolavoro dei Feat. Valutazione: 9.
FEATS DON’T FALL ME NOW (1974) – Terzo capolavoro consecutivo! Tutti i brani sono stupendi. La registrazione low budget non penalizza il sound potente e nervoso dei Little Feat. Da antologia la sequenza “Cold cold cold” e “Tripe face bolgie” i due brani che chiudono l’album, presenti anche su Sailin Shoes in versioni differenti. Da segnalare anche la classica “Spanish Moon” e la psichedelica “The Fan”. Molto bella la celebre copertina con Marilyn Monroe e George Washington che fuggono su una Lincoln Blu tra dirupi, ghiacciai e lampi. Valutazione: 9.
LAST RECORD ALBUM (1975) – Ottimo album che però risente dello minor apporto di Lowell. Influenza più marcata di Funky e Jazz Rock. Il brano migliore è “Day or Night”, qui nella sua migliore versione. Da segnalare anche “Romance Dance”, “All that you dream” e “Mercenary Territori”. Valutazione: 8.
TIME LOVES A HERO (1977) – Ottimo disco. Sulla scia del precedente, accentua i tempi jazz-rock e l’uso delle tastiere elettroniche. Molti i brani da antologia:  “Time loves a hero”, “Rocket in my pocket”, “Day at the dog races”, “Red Streamliner”  e “Old folk boogie”. Valutazione: 8
WAITING FOR COLUMBUS 2 LP LIVE (1978) – Strepitoso album dal vivo! Il più grande disco dei Little Feat. Una perfetta raccolta dei loro maggiori classici dal vivo resi in maniera spesso superiore agli originali in studio. I musicisti sono tutti in forma smagliante. Lowell concede gli ultimi sprazzi del suo genio sgangherato. Ospiti sono la sezione dei fiati dei Tower Of Power e l’ex Rolling Stones Mick Taylor. L’album, inizialmente in doppio vinile, nel 1995 è stato rimasterizzato e ripubblicato in due CD con l’aggiunta di numerose outtakes. Oltre 140 minuti di musica senza una sbavatura, ad altissimo livello! Uno dei migliori dischi live di tutti i tempi, che sfiora la perfezione. Straordinaria la classica “Willin” qui nella sua più bella versione. La travolgente sequenza “Dixie Chicke/Tripe Face Boogie” è stratosferica, con Payne alle tastiere e Barrere e Lowell alle chitarre: formidabili. Forse il vertice di tutta l’opera dei Little Feat. Bella anche la copertina, sempre di Neon Park. Valutazione: 9,5
DOWN ON THE FARM (1979) – Completato dagli altri membri della banda, con alcuni ospiti in studio e pubblicato dopo la morte di Lowell George, è un ottimo disco, in cui paradossalmente è proprio George a dare il maggior contributo con ben 5 canzoni: “Straight from the heart”, “Six Feet of Snow”, “New front page” , “One Be Now” e “Kokomo”,  l’ultimo grande classico dei Feat.  Stupenda copertina di Neon Park che raffigura una donna con testa di anatra. Valutazione: 8.
HOY HOY (1981) – Doppio album antologico, molto interessante. Contiene 5 canzoni inedite,  tra cui “Gringo” di Bill Payne ” e “Over the Edge” di Paul Barrere.  Numerose canzoni in versioni alternative e dal vivo, sono qui pubblicate per la prima volta. Ancora stupenda la copertina di Neon park, che ritrae un cane con le corna di un cervo.  Valutazione: 8,5
THANKS I'LL EAT IT HERE (1979) - Ottimo disco solo di Lowell George che sottolinea il suo amore per Allen Toussant e la Soul Music. Tutte le canzoni sono di grande livello, in particolare “What do you want the girl to do”, “Two train” ripresa da Dixie Chicken e la classica “Can’t stand the rain”. Valutazione: 8,5.
LET IT ROLL (1988) – Il disco della reunion ed il primo senza Lowell George. Grande successo commerciale e primo disco d’oro. Il singolo “Hate to lose your lovin” è stato il n. 1 nelle charts del Mainstream Rock. “Let it Roll” e “Changin Luck” le canzoni migliori:   Valutazione: 7
REPRESENTIN THE MAMBO (1991) – Buon disco, sui livelli del precedente. “Rad Gumbo”, “Texas Twister” e “Reprenting the Mambo” i brani migliori: valutazione 7
LIVE FROM NEON PARK (1996) – dal vivo i Little Feat sono una garanzia e sul palcoscenico danno il meglio di se! In questo doppio CD dedicato a Neon Park, l’autore delle copertine dei loro dischi, arriva la puntuale conferma. Valutazione: 8
CHINESE WORK SONGS (2000) – Il miglior disco in studio dei nuovi Feat. Accanto ad alcuni ottimi inediti (Chinese Work Song e Rio Esperanza), i Feat propongono versioni di gran classe di brani altrui, come Rag Mama Rag della Band e It takes a lot to laugh, it takes a lot to cry di Bob Dylan. Valutazione: 7,5
HOTCAKES & OUTTAKES 2000) - Splendido cofanetto di quattro CD che fotografa tutta la carriera dei Feat. Particolarmente interessante il quarto CD, denominato Studio Artifacs, che è una ghiotta raccolta di outtakes e rarità. Molto bella la copertina del Cofanetto: un’invasione dallo spazio di focacce giganti, l’ultima inedita cover di Neon Park alias Martin Muller, scomparso nel 1996. Valutazione: 9
LATE NIGHT TRUCK STOP (2001) – Doppio CD dal vivo, che immortala un concerto in un piccolo club di Denver durante l’estate del 1973, nella formazione classica con Lowell George. Più ruvido e genuino di Waiting For Columbus, il set  propone un’ ampia selezione dei primi tre album, tra polverose road song e bollenti funk di marca New Orleans. Da avere! Valutazione: 8,5
DOWN UPON THE SUWANNE RIVER (2003) -  Anche per i nuovi Little Feat, il disco migliore è un doppio album dal vivo. Please Welcome: The Legendary Little Feat (diamo il benvenuto ai leggendari Little Feat). Così si apre questo stupendo album live, cronaca di un concerto del 21 ottobre 2000 in Florida. Versione chilometrica di “Dixie Chichen” di oltre 27 minuti seguita dalla solita “Tripe Face Boogie”. Il gruppo, in forma smagliante, si cimenta in ottime versioni di vecchi e nuovi classici. Valutazione: 8,5

 

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